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La mostra

La diffusione della scrittura etrusca è un tema affascinante che ci parla della penetrazione di una lingua e di una cultura per mezzo di conquiste, contatti commerciali, scambi di idee, diretti o mediati, in tutto il bacino del Mediterraneo fra il VII sec. e il I sec. a.C.

Ad oggi, benché si possa leggere con una certa facilità, tale idioma non è ancora ben compreso, soprattutto nei significati specifici delle parole, che non presentano parentele comuni con lingue antiche più note. Questa arretratezza nella comprensione dipende essenzialmente dalla scarsa quantità di testi lunghi e ha contribuito a creare intorno a tale lingua e al popolo etrusco un alone di mistero. Anche la nota vicenda della dibattuta origine di questo popolo trae alimento da una lingua che, anche agli orecchi dei contemporanei, pareva incomprensibile e arcaica.

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Le recenti scoperte di epigrafi etrusche presso il sito di Lattes, Montpellier, che attestano la presenza stabile di probabili mercanti etruschi in suolo francese, il ritrovamento pochi anni orsono, a Cortona, del terzo testo etrusco più lungo al mondo, la Tabula cortonensis, nonché il progredire degli studi rispetto all’ultima mostra specifica, organizzata ormai oltre trenta anni fa, hanno portato il Museo del Louvre, il Museo di Lattes, e il MAEC, da tempo legati da rapporti scientifici, a progettare una mostra, dal titolo Gli etruschi maestri di scrittura, società e cultura nell’Italia antica che intende rendere conto delle ricerche più recenti sul tema e del progredire degli studi nella sintassi e nella grammatica, attraverso una rilettura o nuova presentazione di molteplici epigrafi, alcune delle quali di novità assoluta.

Un altro aspetto saliente riguarderà i supporti e le tecniche scrittorie, le modalità di insegnamento e di trasmissione dell’alfabeto, le tipologie letterarie attestate, le vicende, talora avventurose, di alcuni testi lunghi come la mummia di Zagabria, la Tabula cortonensis, la Tabula di Capua, il cippo di Perugia e le lamine di Pyrgi.

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Anche Sara Lovari ha partecipato alla mostra internazionale dedicata alla scrittura etrusca, realizzando delle opere ad hoc e un allestimento site-specific all’interno del MAEC a Palazzo Casali. Di seguito una galleria del progetto espositivo: